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PARLANO L’ESPERANTO DALLA NASCITA. Da sinistra: Marjolen, Maja, Zdravka e Tina, di tre paesi diversi in un incontro per famiglie che parlano anche in esperanto. Esistono al mondo oltre 1000 individui che parlano esperanto fin dalla nascita. (Foto di Amri Wandel) CONSEGUENZE ECONOMICHE E SOCIALI DELLA DISPARITÀ LINGUISTICA Solo per darvi un esempio in un campo: attualmente nella UE oltre il 75% dei film e dei programmi televisivi viene prodotto da paesi di lingua inglese; e tale predominio dell'inglese ha praticamente ucciso le industrie cinematografiche europee. A soffrire non sono soltanto beni e servizi connessi con il linguaggio, come il cinema, le canzoni, i corsi di lingua, la televisione ecc. ma anche, come dimostra uno studio del'OECD del 2002, altri settori dell’economia. Non parliamo poi dei disastri aerei che sono provocati da malintesi dovuti alle ambiguità insite nella lingua inglese, alla quantità dei suoi termini idiomatici, all'impossibilità di definirne una pronuncia che sia universalmente adottata? (non lo diciamo solo noi ma anche Steven Cushing, Parole fatali: conflitti di comunicazione e disastri aerei, University of Chicago Press, 1994). DISCRIMINAZIONE DI QUELLI CHE NON PARLANO INGLESE COME LINGUA MATERNA L’attuale tendenza va verso l’uso esclusivo dell’ inglese, e alcuni paesi propongono addirittura che chi parla le altre lingue debba “richiedere e pagare” la traduzione nell’idioma desiderato. Oggi l’84% degli europei non anglofoni spende cifre astronomiche per imparare questa lingua; ma ciò non impedisce che queste persone, al momento dell’ assunzione, vengano considerate con sufficienza e che ad ottenere il posto siano quelli “di madrelingua inglese”. ESISTE UNA SOLUZIONE? Perché mai l’UE dovrebbe accettare il predominio dell’inglese? Se essa adottasse una lingua facile e neutrale, in grado di assicurare la democrazia linguistica generale risparmiando oltretutto parecchio denaro, essa contribuirebbe a rafforzare la solidarietà tra i paesi più ricchi e quelli più poveri d’Europa; inoltre, fornirebbe al resto del mondo un esempio di soluzione razionale del problema linguistico. Questa lingua esiste, ed è la lingua internazionale esperanto. Anche se vi sentite a disagio solo a sentirne parlare, cercate comunque di leggere fino in fondo queste note. CHIEDETECI INFORMAZIONI E SOSTENETECI PER QUESTA RIVOLUZIONE LINGUISTICA Il vosto sostegno ci serve solo per far sapere a tutti che la discriminazione linguistica è causa di sofferenza ma che essa può essere vinta. Inviate i vostri contributi al conto 378964 intestato a Universala Esperanto-Asocio presso Postbank NV, financial Plaza, Postbus 1800, NL-1000 BV Amsterdam, Olanda, e indicate nella causale "annunci". Il codice IBAN del conto é NL24PSTB0000378964 ed il codice SWIFT è PSTBNL21. Se volete potete anche pagare indicando che desiderate un’inserzione su un determinato giornale di un qualsiasi paese. In questo caso verrà indicato nell'inserzione il vostro nome o quello della vostra società. Il prezzo delle inserzioni varia da giornale a giornale e può essere anche di molte decine di migliaia di euro. Vi verrà inviata una ricevuta, e sarete inoltre informati su quando e dove verrà usato il vostro contributo. ASSOCIAZIONE MONDIALE PER L’ESPERANTO: Nieuwe Binnenweg 176, NL-3015 BJ Rotterdam, Paesi Bassi. Tel: +31-10 - 436-1044; fax: +31-10 - 436 -1751; info@uea.org, www.esperanto.net, www.ues.org - Presidente: Renato Corsetti; Direttore Generale: Trevor Steele. FEDERAZIONE ESPERANTISTA ITALIANA: Via Villoresi, 38, 20143 Milano. Tel/fax 02- 58100857, info@esperanto.it, www.esperanto.it - Presidente: Aldo Grassini CHE COS’È L’ESPERANTO Reinhard Selten, premio Nobel 1994 per l’economia; Zsuzsa Polgar, campione mondiale di scacchi ungherese nel 1996. L’Associazione Mondiale per l’Esperanto ha rapporti ufficiali con l’UNESCO e le Nazioni Unite. TRASMISSIONI IN ESPERANTO NEL MONDO Stazioni radiofoniche in Australia, Brasile, Cina, Cuba, Ungheria, Italia e Polonia trasmettono regolarmente in Esperanto, come pure la Radio Vaticana e la RAI nelle sue trasmissioni per l’estero. Più di 100 periodici e varie riviste specialistiche vengono pubblicati in questa lingua, e ogni giorno esce un nuovo libro. Esistono inoltre varie centinaia di liste di discussione elettroniche in rete. STORIA L’esperanto è una lingua pianificata inventata nel 1887 dal medico polacco Lejzer Ludwik Zamenhof. Non intende sostituire alcun’altra lingua, nazionale o no, ma solamente servire come seconda lingua comune a tutti. Ormai l’esperanto è una lingua con una comunità di parlanti presente in più di 110 paesi. Solo per darvi un esempio, nel luglio del 2002 il ministro degli esteri polacco Cimoszewicz ha stabilito che l’esperanto resti una delle tre lingue prioritarie usate da Radio Polonia. MI AMAS VIN (IO TI AMO) L'Esperanto ha 28 lettere, che si pronunciano sempre allo stesso modo. Poiché deriva dalle principali lingue europee, tutti gli europei possono ritrovarci qualcosa di familiare. Provate un po’: La lingvo Esperanto estas rapide lernebla. E poi ha una grammatica assolutamente lineare e regolare, senza eccezioni. Per impararlo basta un decimo dello sforzo necessario a imparare qualsiasi altra lingua. E sono in continuo aumento le scuole e le università dove si insegna l’esperanto. CHI LO USA ATTUALMENTE? Il Papa Giovanni Paolo II durante le benedizioni “Urbi et Orbi” di Natale e di Pasqua; il professore tedesco COME SI PUÒ IMPARARE L’ESPERANTO L’Associazione Mondiale per l’ Esperanto (UEA, nella sigla in esperanto) è il maggior organismo internazionale, e conta 20 000 iscritti in 117 paesi. Informazioni vengono fornite in 57 lingue, come pure esistono corsi gratuiti in rete e dizionari. Visitate il sito www.esperanto.net oppure www.esperanto.it, oppure rivolgetevi all’UEA o alla Federazione Esperantista Italiana (indirizzi qui sotto). AVVISO A PAGAMENTO L’ EUROPA HA BISOGNO DI UGUAGLIANZA LINGUISTICA Per risolvere l’ attuale squilibrio nel campo culturale ed anche socio-economico l’ Europa ha bisogno di una lingua internazionale neutrale. La tendenza — senza alcuna discussione pubblica in proposito — è quella di usare sempre più solamente l’inglese. Ciò porta verso un’ assurda e ingiusta discriminazione di tutti gli europei di madrelingua diversa.