
In un mondo sempre più sensibile ai diritti delle minoranze e più consapevole della varietà delle lingue e delle culture, la lingua internazionale esperanto va riscuotendo un rinnovato interesse presso personalità politicamente o socialmente influenti. … Le organizzazioni non governative sollecitano l’introduzione del tema della lingua internazionale nell’agenda delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea. … Il Manifesto di Praga, la moderna dichiarazione dei valori e degli scopi del movimento esperantista, dà enfasi alla questione della democrazia linguistica. … I festeggiamenti per il 150° anniversario della nascita di Zamenhof (1859-1917), ideatore dell’esperanto, sono iniziati nel dicembre 2008 con un simposio presso la sede dell’UNESCO, sono culminati nel Congresso Universale di Esperanto, tenutosi a Białystok, sua città natale, e sono finiti con un simposio a New York, avvenuto alla presenza dei diplomatici delle Nazioni Unite. … L’Associazione Mondiale di Esperanto (UEA) viene regolarmente candidata al premio Nobel per la Pace da diverse istituzioni; nel 2009, ad esempio, il promotore della sua candidatura è stato il Parlamento polacco. … L’associazione Mongola di Esperanto è da poco divenuta la 70° associazione nazionale dell’UEA. … Associazioni esperantiste si trovano anche in almeno una ventina di Stati africani. … La città tedesca di Herzberg si è dichiarata “città dell’esperanto”. … La versione in esperanto di Wikipedia alla fine del 2009 conteneva già più di 125.000 voci. … Nonostante le sue 700 e più pagine, l’enciclopedia della letteratura originale in esperanto, pubblicata in lingua inglese, si è definita “concisa”.
Ecco alcuni fatti sull’Esperanto oggi.
Scopo e origine. Il nucleo iniziale di ciò che sarebbe diventata la lingua internazionale esperanto fu pubblicato a Varsavia nel 1887 dal dottor Ludovico Lazzaro Zamenhof. L’idea di una lingua internazionale pianificata – che non mirasse a sostituire le lingue etniche, ma servisse come seconda lingua ausiliaria per tutti – non era una novità, ma fu Zamenhof a comprendere che una lingua siffatta, per evolvere, doveva essere usata da una collettività, e fu per questo che egli limitò la sua proposta iniziale a una grammatica minimale e a un lessico modesto. Oggi l’esperanto è una lingua pienamente matura, con una comunità di parlanti diffusa in tutto il mondo e un corredo completo di mezzi espressivi. Molte delle idee di Zamenhof hanno precorso quelle del fondatore della linguistica moderna, lo strutturalista Ferdinand de Saussure (il cui fratello René, anch’egli linguista di vaglia, era esperantista).
Caratteristiche. L’esperanto è una lingua sia scritta sia parlata. Il lessico deriva, in prevalenza, da lingue dell’Europa occidentale, mentre la sintassi e la morfologia rivelano forti influenze slave. I morfemi (radici, prefissi, suffissi, terminazioni) sono invariabili e possono combinarsi tra loro – praticamente senza limiti – per formare nuove parole composte, cosicché la lingua ha anche molto in comune con lingue isolanti come il cinese, mentre la struttura interna dei vocaboli rivela somiglianze con le lingue agglutinanti, come il turco, lo swahili e il giapponese.
Sviluppo. All’origine la lingua consisteva di circa mille radici, dalle quali si potevano formare dieci-dodicimila vocaboli. Oggi i dizionari di esperanto contengono quindici-ventimila radici, da cui è possibile formare centinaia di migliaia di vocaboli. E la lingua non cessa di svilupparsi, mentre l’Accademia di Esperanto ne segue le attuali tendenze evolutive. Nei decenni la lingua è stata impiegata per pressoché tutti gli scopi immaginabili, alcuni magari discutibili o persino problematici. L’esperanto è stato proibito, e i suoi utilizzatori perseguitati, sia da Stalin, che la considerava una lingua di “cosmopoliti”, sia da Hitler, per il quale era la lingua degli Ebrei (Zamenhof, iniziatore della lingua, era ebreo). Grazie alla pratica della lingua all’interno della famiglia sono oggi molte – almeno un migliaio – le persone che parlano l’esperanto dalla nascita.
Chi lo usa. L’Associazione Mondiale di Esperanto (Universala Esperanto Asocio, UEA), i cui membri costituiscono la parte più attiva della comunità esperantista, si compone di associazioni nazionali in 70 paesi e di soci individuali in più di 120 paesi. La quantità dei libri venduti e le statistiche relative ai soci delle associazioni locali indicano che il numero delle persone con una qualche conoscenza della lingua sono centinaia di migliaia o, probabilmente, milioni. Persone che parlano esperanto si trovano in ogni parte nel mondo, con notevoli concentrazioni in paesi tanto diversi come Cina, Giappone, Brasile, Iran, Madagascar, Ungheria e Cuba.
Insegnamento dell’esperanto. Con l’esperanto è possibile cominciare a comunicare rapidamente, perciò è un’introduzione ideale allo studio delle lingue straniere. Chi ne ha iniziato lo studio può cominciare a usarlo per la corrispondenza nel giro di qualche settimana, e per viaggi all’estero nel giro di qualche mese. Osservazioni informali e sperimentali attestano che lo studio preliminare dell’esperanto ha effetti positivi sullo studio della prima e della seconda lingua. Benché l’esperanto venga insegnato in talune scuole, i metodi di apprendimento più comuni sono quello autodidattico, per corrispondenza – ordinaria o in rete (un elenco dei corsi in rete si trova alla pagina: http://esperanto.it/corsinrete.htm) – e nei circoli esperantisti locali (http://esperanto.it/corsinitalia.htm). Sono disponibili manuali di studio e materiali autodidattici in oltre 100 lingue. Un’idea approssimativa degli attuali metodi d’insegnamento dell’esperanto si può trovare all’indirizzo: http://www.edukado.net.
Riconoscimento ufficiale. Nel 1954 la Conferenza Generale dell’UNESCO ha riconosciuto che le finalità dell’esperanto concordano con gli scopi e gli ideali dell’UNESCO, e tra l’UNESCO e l’UEA sono state istituite relazioni ufficiali. Nel 1985 la Conferenza Generale dell’UNESCO ha rivolto un appello agli stati membri e alle organizzazioni internazionali per la promozione dell’insegnamento dell’esperanto nelle scuole e per il suo impiego nelle questioni internazionali. L’UEA ha relazioni ufficiali anche con le Nazioni Unite, l’UNICEF, il Consiglio d’Europa, l’Organizzazione degli Stati Americani (OAS) e l’Organizzazione Internazionale di Standardizzazione (ISO).
Convegni e viaggi. Ogni anno si svolgono oltre cento tra conferenze e convegni internazionali in esperanto – senza traduttori né interpreti. Il più grande è il Congresso Mondiale di Esperanto, che si è svolto negli ultimi anni a Yokohama (2007), Rotterdam (2008) e Białystok (2009). I successivi Congressi Mondiali saranno a L’Avana (2010) e Copenhagen (2011). Il secondo Convegno Mediorientale di Esperanto si è svolto a Iznik, Turchia (2009). Il sesto Congresso Asiatico sarà in Mongolia, nel 2010, e l’ottavo Congresso panamericano a San Paolo, nel 2011. L’edizione 2008 del “Servizio passaporto” – curato dalla sezione giovanile dell’UEA – contiene 1.225 indirizzi di esperantisti che, in 90 diversi paesi, offrono ospitalità gratuita a viaggiatori che parlano l’esperanto.
Ricerca e biblioteche. Molte università includono l’esperanto nei corsi di linguistica; alcune lo propongono come materia indipendente. Merita una menzione l’università di Poznan (Polonia), che ha un programma di diploma in interlinguistica. La bibliografia dell’Associazione di Lingue Moderne degli Stati Uniti (Modern Language Association of America) registra ogni anno più di 300 pubblicazioni specialistiche sull’esperanto. La biblioteca del Museo Internazionale dell’Esperanto di Vienna (che costituisce parte della Biblioteca Nazionale Austriaca) possiede più di 35.000 titoli. Altre grandi biblioteche, tutte con più di 20.000 titoli in esperanto, sono: la biblioteca Hodler, presso l’ufficio centrale dell’UEA a Rotterdam, la biblioteca dell’Associazione Britannica di esperanto, a Stoke-on-Trent, la Biblioteca Tedesca di Eperanto di Aalen e l’Archivio Nazionale di Massa (Nacia Esperanto-Biblioteko kaj Arkivo). Nel 2002 è stato inaugurato il Fondo Speciale di Esperanto/Interlinguistica anche presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) di Milano. Le collezioni di Vienna e Aalen possono essere consultate via internet e con il sistema di prestito internazionale. Chi desideri ricercare libri in esperanto presso le biblioteche italiane può utilizzare il motore di ricerca MetaOpac.
Contatti professionali e interessi speciali. Tra le organizzazioni dedicate a chi parla esperanto, se ne trovano per: medici, scrittori, ferrovieri, scienziati, musicisti, e molte altre. Spesso pubblicano riviste proprie, organizzano conferenze e contribuiscono allo sviluppo della lingua attraverso il suo uso professionale e in ambiti specialistici. L’Accademia Internazionale delle Scienze (AIS) di San Marino promuove la collaborazione a livello universitario. Si pubblicano regolarmente opere, originali e tradotte, in campi come l’astronomia, l’informatica, la botanica, la chimica, il diritto, la filosofia etc. Nel 2009, con la pubblicazione in esperanto de “La Origino de Specioj” (“L’origine delle specie”) di Darwin, l’UEA ha dato inizio a una collana di classici della scienza, “Scienca Penso”. Esistono inoltre organizzazioni per gruppi d’interesse come gli scout, i non vedenti, i giocatori di scacchi e di Go etc. La TEJO, Organizzazione Mondiale Giovanile di Esperanto, sezione giovanile dell’UEA, organizza con frequenza convegni internazionali e pubblica propri periodici. Buddisti, scintoisti, cattolici, quaccheri, protestanti, bahai e atei hanno organizzazioni proprie e sono molti i gruppi attivi nella società a usare la lingua. Nell’Organizzazione Mondiale Anazionale (SAT) collaborano diverse correnti di sinistra.
Letteratura. La fiorente tradizione letteraria in esperanto è riconosciuta dal PEN Club Internazionale, che ha ammesso un Centro Pen Esperanto nel settembre 1993. La produzione in esperanto ha stimolato la nascita della “Accademia letteraria di esperanto”, fondata nel 2008. Tra i più ragguardevoli scrittori in esperanto contemporanei sono da annoverare: i romanzieri Trevor Steele (Australia), István Nemere (Ungheria), Spomenka Ŝtimec (Croazia) e Manuel de Seabra (Catalogna); i poeti Mauro Nervi (Italia), Mao Zifu (Cina), Miĥail Giŝpling (Israele) e Abel Montagut (Catalogna); e, infine, i saggisti e traduttori Probal Dasgupta (India) e Humphrey Tonkin (Stati Uniti). I poeti in esperanto William Auld, Marjorie Boulton e Baldur Ragnarsson sono stati candidati al premio Nobel per la letteratura.
Traduzioni. Tra le più recenti traduzioni letterarie vanno menzionate: “Il racconto d’inverno” di Shakespeare, “I promessi sposi” di Manzoni, “Il Signore degli Anelli” di Tolkien, “Cent’anni di solitudine” di García Márquez, “Maitreyi” di Eliade, “Il buon soldato Sc’vèik” di Hašek e il classico romanzo cinese “Viaggio in Occidente” di Wu Cheng’en. Molte antologie contengono inoltre traduzioni di poesie da diverse lingue.
Per i ragazzi, ad “Asterix”, “Winnie Pooh” e “Tintin”, si aggiungono ora “Pierino Porcospino” e “Pippi calzelunghe”. Tutti i libri della “Valle dei Mumin” della nota autrice finlandese Tove Jansson, come anche i libri di “Oz” di L-Frank Baum, sono invece disponibili in rete.
Fra le traduzioni dall’esperanto va menzionata “Mascherata”, libro edito nel 1965 da Tivadar Soros, padre del finanziere George Soros, che racconta le vicende della sua famiglia durante l’occupazione nazista di Budapest. L’opera è stata pubblicata in inglese nel Regno Unito e negli Stati Uniti ed è ora apparsa anche in russo, ungherese, tedesco e turco. Il libro del giornalista polacco Roman Dobrzyński, “Strada Zamenhof”, è stato pubblicato in più di 10 lingue, tra cui il francese (2008) e l’italiano (2009).
Cinema e teatro. Negli ultimi anni sono state rappresentate in esperanto opere teatrali di scrittori come Goldoni, Ionesco, Shakespeare e Ayckbourn. Di molti drammi di Shakespeare esiste la traduzione in esperanto; merita di essere citata, in particolare, una rappresentazione in esperanto di “Re Lear”, realizzata a Hanoi (Vietnam) nel dicembre 2001 con attori locali.
Meno frequenti sono i lungometraggi in lingua. Una felice eccezione è “Incubo”, film-culto con dialoghi esclusivamente in esperanto. Altri dialoghi si trovano in “Spregiudicati”, con Clark Gable, e nel film giapponese “Jan Arima”. Infine, una curiosità: in alcune scene de “Il grande dittatore” di Chaplin appaiono delle insegne con scritte in esperanto.
Musica. Tra i generi musicali in esperanto si annoverano canzoni popolari e folkloriche, rock, cabaret, cantate per solisti e cori, e l’opera. Compositori e artisti popolari – ivi compresi il britannico Elvis Costello e lo statunitense Michael Jackson – hanno registrato in esperanto, composto orchestrazioni ispirate alla lingua, o l’hanno utilizzata nella promozione delle proprie opere. Tra le orchestrazioni classiche e le opere corali con testi in esperanto si annoverano “Il cuore Sutra” di Lou Harrison e la prima sinfonia di David Gaines, entrambi statunitensi. Molta musica in esperanto si trova in rete.
Periodici. In esperanto si pubblicano regolarmente oltre 100 tra periodici e riviste, tra cui il mensile d’informazione “Monato”, la rivista per giovani “Kontakto” e la rivista “Esperanto” dell’UEA. Molte riviste hanno anche una versione elettronica e rendono disponibili in rete le uscite precedenti. Inoltre esistono periodici di medicina e scienza, periodici religiosi, stampa educativa e altre riviste letterarie e pubblicazioni su argomenti specialistici.
Radio e televisione. Stazioni radio in Brasile, Cina, Cuba e Polonia trasmettono in esperanto, come fa regolarmente anche Radio Vaticana. Aumentano inoltre i programmi che si possono ascoltare anche in internet. In vari paesi, stazioni televisive trasmettono corsi di esperanto, come la Esperanto-TV di Białystok.
Internet. Le reti informatiche sono il mezzo di comunicazione a più rapida crescita tra gli utilizzatori dell’esperanto. Esistono alcune centinaia di liste di discussione, su temi che vanno dall’uso della lingua in famiglia alla teoria generale della relatività. L’esperanto è largamente usato per conversazioni dirette con i protocolli ICQ, IRC, MSN e Skype. Sono stati creati in esperanto alcuni programmi informatici, come ad esempio dizionari per lo spelling, correttori grammaticali e mappature di tastiera specifiche. Esistono versioni in lingua esperanto, tra gli altri, dei programmi Open Office, IrfanView, KDE (l'ambiente grafico linux), e per gli interi sistemi operativi Ubuntu e Mandriva. Alcuni tra i siti web maggiormente popolari, come Google, Wikipedia, Facebook e Ipernity possiedono versioni in esperanto.
Servizi dell’UEA (Associazione Mondiale di Esperanto). L’UEA pubblica libri, riviste e un annuario con le liste delle organizzazioni e dei rappresentanti locali in tutto il mondo. L’elenco di queste pubblicazioni – insieme con informazioni su CD, DVD etc. – si trova nel catalogo dei libri dell’UEA, disponibile su carta e anche in rete (http://www.uea.org/katalogo). Il servizio librario dell’Associazione ha circa 5.000 titoli in catalogo.
Per ulteriori informazioni sull’esperanto, si può visitare il sito http://www.esperanto.net, oppure prendere contatto con l’UEA, a due possibili indirizzi:
Nieuwe Binnenweg 176, NL-3015 BJ Rotterdam, Paesi Bassi (tel. +31-10-436-1044; fax +31-10-436-1751; posta: uea@co.uea.org);
777 United Nations Plaza, New York, NY 10017, Stati Uniti (tel. +1-212-687-7041; fax +1-212- 949-4177).
Molte informazioni in italiano si trovano anche sul sito della Federazione Esperantista Italiana: www.esperanto.it. L’indirizzo postale è: Federazione Esperantista Italiana, via Villoresi 38, 20143 Milano (tel. +39-02-58100857, posta elettronica: fei@esperanto.it).